Cos'è il CBAM?
Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), noto in italiano come Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera, è una regolamentazione sviluppata dall'Unione Europea (UE) a sostegno dell'obiettivo UE di neutralità carbonica al 2050 e volta a ridurre il rischio di carbon leakage (rilocalizzazione delle emissioni). Il carbon leakage che l'UE intende prevenire può essere descritto come il fenomeno per cui i produttori, a causa delle rigide regolamentazioni UE sul carbonio, trasferiscono i processi produttivi in paesi con legislazioni ambientali meno stringenti, provocando un aumento delle emissioni globali. Per scongiurare questo problema, il CBAM applica una tariffa sul carbonio ai prodotti importati ad alta intensità di emissioni.
Gli Obiettivi del CBAM
Il CBAM persegue tre obiettivi principali:
1. Prevenire il Carbon Leakage:
Nell'ambito della lotta al cambiamento climatico e in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio, l'Unione Europea ha introdotto meccanismi di carbon pricing. Tuttavia, alcuni paesi extra-UE adottano regolamentazioni più permissive in materia di emissioni di carbonio. Questa situazione può svantaggiare i produttori dell'UE e spingerli a spostare le attività in paesi con regolamentazioni meno rigorose, con la conseguenza che le emissioni di carbonio, invece di ridursi complessivamente, si spostano altrove. Il CBAM mira a mitigare questo rischio prevenendo il carbon leakage.
2. Tutelare il Mercato Interno dell'UE:
Per ridurre le emissioni di carbonio, nel 2005 l'UE ha introdotto il "Sistema di Scambio delle Quote di Emissione" (ETS). Con questo sistema, per i settori specifici che vi sono soggetti, le organizzazioni emittenti sono tenute a versare un corrispettivo per le emissioni di gas serra prodotte. Tuttavia, con il consolidarsi di tale sistema all'interno dell'UE, si è creata una distorsione competitiva tra i prodotti realizzati nell'UE (e soggetti al corrispettivo sulle emissioni) e i prodotti importati non soggetti alla regolamentazione. In questo contesto, il CBAM si propone di ridurre, tramite un sistema di tariffazione del carbonio, lo squilibrio competitivo tra prodotti UE e prodotti importati.
3. Promuovere l'Azione Climatica Globale:
Il CBAM non mira soltanto a ridurre le emissioni di carbonio entro i confini dell'UE, ma anche a promuovere l'azione climatica a livello globale. I paesi che esportano nell'UE prodotti ad alta intensità di carbonio possono essere incentivati, per evitare gli oneri aggiuntivi introdotti da questo meccanismo, a sviluppare proprie politiche di carbon pricing e ad adottare misure per ridurre le emissioni.
Come Funziona il CBAM?
Il CBAM funziona come un meccanismo di carbon pricing applicato a determinate categorie di prodotti. Nella fase iniziale, vi rientrano alcuni settori ad alta intensità di carbonio, quali cemento, acciaio, alluminio, fertilizzanti ed elettricità. Il CBAM fissa un prezzo basato sulle emissioni di carbonio generate nella produzione di tali prodotti.
Il Processo di Implementazione
1. Determinazione del Contenuto di Carbonio:
Nel perimetro del CBAM vengono calcolate le emissioni incorporate dei prodotti destinati all'importazione nell'UE. I produttori devono rendicontare l'impronta di carbonio dei propri prodotti. Tali calcoli si basano sulle fonti energetiche impiegate nei processi produttivi e sull'efficienza di produzione (gas fuggitivi e dispersioni energetiche).
2. Tariffazione del Carbonio:
Ai prodotti importati nell'UE viene applicato un prezzo del carbonio proporzionato alle loro emissioni incorporate. Tale prezzo sarà allineato a quello applicato ai produttori interni all'UE nei settori soggetti a carbon pricing. Ad esempio, se un produttore di acciaio nell'UE è soggetto a un determinato prezzo del carbonio per tonnellata, l'acciaio importato sarà soggetto a un prezzo analogo.
3. Considerazione dei Prezzi del Carbonio Esteri:
Se nel paese dell'importatore esiste già un meccanismo di carbon pricing, il CBAM ne tiene conto. In altre parole, se il paese produttore applica già un prezzo del carbonio, questo costo può essere detratto da quello dovuto nell'UE. In tal modo il CBAM incentiva il carbon pricing a livello globale e contribuisce a riequilibrare i costi delle emissioni.
Fase di Transizione del CBAM
Entrato in vigore il 1° ottobre 2023, il CBAM sarà applicato pienamente in 2 fasi.
- Fase di Transizione (2023-2025): questa fase, attualmente applicabile, è stata concepita per consentire alle imprese che esportano nell'UE di familiarizzare con il processo e di allinearsi meglio alle regolamentazioni. In questa fase, le imprese devono predisporre report CBAM trimestrali e comunicarli all'UE. Tuttavia, in questo periodo non sono previsti obblighi finanziari come l'acquisto di certificati o il pagamento di una tassa sul carbonio. Nell'attuale fase di transizione, i calcoli e i report CBAM riflettono principalmente l'allineamento al processo; possiamo tuttavia affermare con certezza che, grazie al valore aggiunto fornito alle imprese, i loro effetti finanziari stanno già iniziando a manifestarsi.
- Sistema a Regime (dal 2026): per questa fase possiamo parlare dell'effettiva entrata in vigore piena del CBAM. Dal 2026 ci si attende che i prodotti importati nell'UE siano accompagnati da un report CBAM e che venga corrisposto il valore economico delle emissioni di carbonio da essi generate. Inoltre, con la fine del periodo di transizione e la predisposizione del report di conformità, si prevede che entro il 2030 tutti i prodotti inclusi nel sistema di carbon pricing ETS rientrino anche nel CBAM e che il meccanismo raggiunga la sua forma definitiva con le ultime modifiche di conformità.
Calcoli delle Emissioni CBAM
Le emissioni incluse nel CBAM si suddividono in 2 scope:
- Emissioni Scope 1: comprendono le emissioni di carbonio dirette nella fase produttiva del prodotto. Si riferiscono cioè al gas naturale e agli altri gas utilizzati, nonché alle emissioni derivanti dai gas fuggitivi.
- Emissioni Scope 2: comprendono invece le emissioni indirette della fase produttiva. In questo scope viene analizzato il consumo di elettricità. Le emissioni derivanti dalla fase di produzione dell'elettricità, il cui utilizzo non genera emissioni dirette, vengono incluse nell'impronta di carbonio del prodotto come emissioni di carbonio indirette.
Quando questi calcoli vengono eseguiti manualmente, si utilizzano fogli Excel con formulazioni predisposte reperibili sul sito CBAM dell'UE. Nel calcolo si individuano i consumi riportati in fattura e li si moltiplica per i fattori di emissione. Tali fattori possono essere ottenuti dallo Stato in cui si opera, qualora fornisca un fattore di emissione per la fonte in questione, oppure da fonti come IPCC (Nazioni Unite) e DEFRA (Regno Unito). Un aspetto a cui prestare particolare attenzione è la coerenza tra le unità di misura dei fattori di emissione e quelle dei dati raccolti. Per il dettaglio del calcolo è possibile consultare le descrizioni e i dati sul sito CBAM dell'UE.
Report CBAM
Un report CBAM richiede essenzialmente la fornitura completa di informazioni relative a 4 ambiti:
- Dati dell'impresa esportatrice
- Quantità in tonnellate del prodotto importato
- Emissioni incorporate del prodotto
- Consumo elettrico in mW
Le dichiarazioni CBAM non sono al momento obbligatorie per le imprese turche, ma in futuro avverranno tramite il Portale CBAM dell'UE. Tuttavia, poiché le imprese importatrici UE sono tenute a presentare tale dichiarazione, già nella fase attuale possono richiederne i dati agli esportatori esteri. È importante predisporre fin da ora i report CBAM perché dal 1° gennaio 2026 gli importatori UE che non presenteranno tali report saranno soggetti a sanzioni molto rilevanti. Di conseguenza, tali importatori tenderanno a non acquistare prodotti privi di report CBAM.
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